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domenica 22 novembre 2015

OSHIZUSHI (SUSHI PRESSATO)

OSHIZUSHI (letteralmente: scatola di sushi premuto) Si usa una scatola fatta di legno, ma oggi spesso realizzato in plastica. 
scatola tradizionale
Può essere smontata in tre parti: una parte inferiore, le pareti rettangolari, e una parte superiore. Prima dell'uso, la scatola di legno dovrebbe essere messa in acqua per ridurre incollaggio del riso. Il fondo e le parti superiori possono essere coperti con uno strato di pellicola per facilitare la pulizia. La parte inferiore e le pareti sono assemblati prima del riso e viene aggiunto il condimento. Successivamente, la parte superiore è usata per premere il sushi verso basso, da qui il nome "sushi premuto". Per lo smontaggio, le pareti rettangolari sono tirato su, mentre la parte superiore preme ancora contro il sushi. Dopo aver rimosso la parte superiore, il sushi va tagliato e può essere servito.

venerdì 4 aprile 2014

TIPI DI ALGA




TIPI DI ALGA 

 L’alga Wakame da assumersi solo saltuariamente in gravidanza è un’alga bruna particolarmente ricca in proteine, sali minerali, acido folico (vitamina B9), alginati.  Per le sue proprietà disintossicanti viene utilizzata anche per depurare il sangue dopo il parto.
·       Gli Spaghetti di mare (Himanthalia elongata) sono un’alga bruna particolarmente ricca in vitamina C (6 volte più delle arance), potassio e alginati. L’uso costante e regolare dell’Alga permette all’organismo di adattarsi più facilmente alle condizioni ambientali esterne (freddo, sforzi muscolari, ecc.). Per la sua ricchezza di iodio, il suo uso richiede cautela in gravidanza.
·   La Palmaria palmata (Dulse) è un’alga rossa che presenta un ideale equilibrio di nutrienti, tra cui ricordiamo la vitamina C, l’aminoacido lisina, il ferro, il potassio. Ha proprietà digestive ed è particolarmente efficace contro i disturbi dello stress, grazie alla ricchezza in potassio, ferro, oligoelementi, vitamine del gruppo B e C. Senza esagerare, non ha particolari controindicazioni in gravidanza.
·         L’agar-agar gelificante tra i più noti per uso gastronomico, non è altro che un derivato di una particolare alga, la Gelidium corneum, la cui assunzione non comporta  problemi per la futura mamma.
·   La Hijiki (Cystophyllum fusiforme)  merita attenzione, oltre che per il gusto eccellente, anche per la straordina­ria ricchezza di calcio (1.400 mg in 100 g, 10 volte il contenuto del latte), che la rende un’arma potente contro l’osteoporosi. Va usato in piccole quantità quando si aspetta un bimbo.
·   La Lattuga di Mare (Ulva lactuca) è un’alga verde anch’essa particolarmente ricca in calcio (ne contiene 30 volte più del latte). Oltre che contro l’osteoporosi è utile contro le tensioni e i crampi muscolari tipici della gravidanza.
·         L’alga Nori e Kombu trovate qui: http://sushiacasatua.blogspot.it/2014/03/tutto-da-sapere-sulle-alghe-in.html
·   L’alga Spirulina (alga di acqua dolce)
Non  tutte le alghe vengono dal mare, ci sono anche quelle d’acqua dolce che contengono quantità di iodio assolutamente controllabili. Una, in particolare, merita il titolo di “regina”: è la spirulina. Si tratta di un’alga microscopica coltivata anche in Europa, che non si usa in cucina  ma viene venduta in forma di tavolette o compresse.
Analizzando la sua composizione si rimane stupiti: contiene 23 volte più ferro rispetto agli spinaci, è 9 volte più ricca di betacarotene delle carote stesse,  dà la quantità tripla di calcio rispetto al latte ed è anche molto ricca di proteine. Considerando poi il contenuto di antiossidanti, la Spirulina è 31 volte più potente dei mirtilli e 60 volte più degli spinaci.  Insomma, un portento di salute, che secondo studi recenti sarebbe anche in grado di dare un grosso aiuto al nostro sistema immunitario, rendendolo più combattivo e resistente.In particolare, sembra che la spirulina sia capace di rendere più attive le cellule “killer” dell’immunosistema (importantissime per difenderci dai tumori) e aumenti la produzione di specifici ormoni, attivi contro virus e microbi. Senza contrindicazioni, nelle dosi indicate sulle confezioni risulta un’integrazione naturale utile per tutta la famiglia, compresi i bambini, le donne in gravidanza e quelle che allattano.







Informazione presa da: http://www.dolceattesa.rcs.it/2013/03/lorto-del-mare-mangiare-le-alghe-in-gravidanza/

giovedì 13 marzo 2014

TUTTO DA SAPERE SULLE ALGHE IN GRAVIDANZA



Mangiare le alghe in GRAVIDANZA

 

ALGHE RICCHE DI IODIO E ACIDO ALGINICO

Tra verdi, rosse e brune, l’assortimento della alghe che si possono gustare è davvero vastissimo ed è fatto di sapori tra loro molto diversi, ma anche di caratteristiche nutritive differenti. Una comune a molte alghe marine è la ricchezza di iodio: alcune specie ne contengono da 100 a 1000 volte di più degli ortaggi più comuni, e se consideriamo che la carenza di iodio è diffusissima in Italia (non per nulla il Ministero della salute consiglia di consumare sale iodato…), si capisce come un po’ di alghe nel piatto possano costituire un’ottima integrazione. Tanto più che lo iodio delle alghe è presente in una particolare forma chimica che lo rende facilmente assimilabile dall’organismo.
Oltre allo iodio, poi, un’altra sostanza tipica è l’acido alginico. Si tratta di una specie di gelatina che, quando arriva nello stomaco, si “spalma” sulle sue pareti proteggendone le mucose. Per chi soffre di acidità gastrica, le alghe possono essere davvero un aiuto, ma lo sono anche per chi ha problemi di colesterolo e di trigliceridi: le sostanze gelatinose si distribuiscono anche sulle pareti dell’intestino e riducono l’assorbimento dei grassi e del colesterolo. In effetti sono ormai parecchi gli studi che hanno dimostrato come un consumo costante di alghe aiuti a prevenire i disturbi cardiocircolatori, come l’arteriosclerosi e l’infarto.

PER LA MAMMA IN DOLCE ATTESA NORI SI, KOMBU NO

Se le caratteristiche generali della alghe le rendono un alimento interessante per la gran parte dei consumatori, nel caso della mamma in attesa occorre qualche attenzione in più, proprio perché contengono in forma concentrata alcuni sali e principi nutritivi.
Ai primi posti nella hit parade dei consumi ce ne sono due: Kombu e Nori, usate in molti piatti tradizionali orientali. Si possono acquistare nei negozi di alimentazione naturale, es­siccate e tagliate a fettine lunghe una decina di centi­metri, pronte per essere rei­dratate in acqua bollente, ma delle due solo la Nori è vantaggiosa per la donna incinta.

L’ALGA NORI - un integratore naturale

Nori (Porphyra Umbilicalis è il nome scientifico) è un’alga rossa dal sapore davvero buono (magari ci si deve fare un po’ l’abitudine…) e con caratteristiche nutritive che si adattano bene alle esigenze di chi aspetta un bimbo. Risulta infatti particolarmente ricca di proteine, di ferro e di provitamina A, proprio tre nutrienti dei quali il fabbisogno cresce di molto in gravidanza. Le proteine servono infatti per costruire i tessuti del bimbo che si sta formando, il ferro garantisce la formazione di emoglobina e l’ossigenazione del sangue, mentre la vitamina A agisce come antiossidante e protegge anche la pelle della mamma dallo stress e dall’azione dei radicali liberi. Tra l’altro, il fatto che la vitamina A sia presente nella Nori in forma di provitamina (che l’organismo trasforma secondo il suo bisogno reale) garantisce da ogni problema di accumulo della sostanza nell’organismo, negativo durante l’attesa.
Ma il vero asso nella manica dell’alga Nori è il suo contenuto di acidi grassi polinsaturi (quelli buoni): acido linoleico, acido linolenico, acido gamma-linolenico, ma anche i due importantissimi acidi omega 3 eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA). Sono in particolare queste due sostanze a esercitare un ruolo essenziale per la corretta costruzione del tessuto nervoso dei bambini e per il mantenimento del tono dell’umore della mamma.
Di qui il consiglio di un consumo non troppo abbondante, ma frequente. In altre parole, non serve riempire il piatto una volta la settimana per fare scorta prolungata delle sostanze utili, è importante invece un suo consumo costante anche se in piccole quantità, sia per contrastare il rischio di anemia, sia per utilizzarlo come ricostituente per il sistema nervoso centrale e periferico.

DA EVITARE IN GRAVIDANZA “ALGA KOMBU” !!!

È un’alga bruna così diffusa da essere considerata ormai l’alga alimentare per antonomasia e la sua caratteristica principale è quella di essere straordinariamente ricca di iodio. Proprio questo richiede però molta attenzione nell’uso e risulta sconsigliata per la mamma in attesa. Lo iodio, infatti, gioca un ruolo essenziale nella regolazione del metabolismo attraverso gli ormoni della tiroide, e se è vero che un suo deficit (peraltro diffuso) è certamente negativo, è altrettanto negativa una sua assunzione esagerata, quale si può verificare consumando abitualmente alghe kombu. A maggior ragione in gravidanza, quando l’organismo è di per sé soggetto a un diverso assetto ormonale.
Un’altra caratteristica che rende Kombu sconsigliabile nel periodo dell’attesa è la sua ricchezza di acido glutammico. Si tratta di un particolare aminoacido utilizzato anche industrialmente per ricavarne il glutammato monosodico, un potente esaltatore di sapidità che interagisce con specifici recettori sulla lingua producendo l’umami (il “quinto sapore”). Proprio per il suo contenuto di acido glutammico la Kombu è molto usata per insaporire le pietanze e in particolare le zuppe, i legumi e le minestre, ma diverse ricerche svolte in passato hanno fatto insorgere forti dubbi sull’opportunità di proporre ai bambini un’alimentazione ricca di glutammato, ipotizzando addirittura che questa sostanza possa avere effetti negativo sullo sviluppo cerebrale.
Tra eccesso di iodio e ricchezza di glutammato, si capisce quindi come la Kombu non debba rientrare per abitudine (qualche piccolo assaggio non comporta rischi) non solo nell’alimentazione della donna incinta, ma anche in quella dei bambini sotto i dodici anni di età.

DOPO PARTO NON USARE KOMBU E FUCUS

L’alga kombu è spesso consigliata per dimagrire, insieme a un’altra alga bruna chiamata fucus. Da qualche anno, infatti, si è scoperto che queste alghe possono essere efficaci per combattere i chili di troppo grazie al fatto che sono pochissimo caloriche, contengono molto iodio che accelera il metabolismo e aiuta bruciare calorie, svolgono azione diuretica e sono anche ricche di sostanze (mucillagini) che accelerano il passaggio degli alimenti nell’intestino, diminuendo l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri. Se Kombu si presta all’uso in cucina, fucus non è propriamente una bontà e si trova facilmente in vendita sotto forma di compresse, di estratti acquosi o di capsule gelatinose. Da usare sotto controllo medico, queste alghe non vanno bene però per la mamma che desideri perdere peso dopo il parto. I motivi sono gli stessi che rendono kombu inadatta alla gravidanza: l’eccesso di iodio che può passare anche attraverso il latte, e la necessità di non interferire in modo traumatico con il quadro ormonale della mamma.







Informazioni presi da: http://www.dolceattesa.rcs.it/2013/03/lorto-del-mare-mangiare-le-alghe-in-gravidanza/

sabato 28 dicembre 2013

VOCABOLARIO

VOCABOLARIO
ma Ebi - Gamberetti crudi
Anago - Anguilla di Acqua dolce
Awabi - Abalone
Ebi - Gamberetti lessati
Fugu - Pesce Palla. Questo pesce può essere mortale se non viene preparato correttamente dallo chef.  Il Fugu contiene una pericolosa neurotossina che, se ingerita, causerà la paralisi e la morte in 15 minuti.
Gari - Zenzero rosa affettato sottilmente, servito in ogni sushi. Gari è ritenuto un antibaterico, da mangiare tra un pezzo e l'altro..
Goma - Semi di sesamo (nero o bianco)
Hirame - Ippoglosso
Hokkigai - Arsella
Hotategai - Cappasanta
Ika - Calamari
Ikura - Salmone
Kajiki - Pesce spada 
Kani - Granchio
Katsuo - Tonno 
Maguro - Tonno rosso
Nori - Alga utilizzata come involucro sushi in rotoli. 
Saba - Sgombro 
Sake - Salmone (fresco o affumicato) pronunciato diverso da quello del vino di riso (saké). 
Shiso - menta giapponese.
Shiro Maguro - tonno bianco.
Suzuki - Branzino
Tai - Orata
Tako - Piovra
Tamago - Frittata dolce a base di uova.
Tobiko - Uova di pesce volante.
Toro - Ventresca di tonno.
Unagi - Anguilla affumicata in una salsa dolce.
Uni - Uova di riccio di mare..
Wasabi - Rafano giapponese.

ELENCO DELLE COSE DA NON FARE
Furiage-bashi(furiageru = alzare) – Non sollevare i bastoncini
Komi-bashi(komerru =riempire) – Non si deve mangiare a grandi bocconi
Mayoi-bashi(mayou = esitare) -  Non si sceglie indicando cole le bacchette
Mogi-bashi(mogitoru = prendere) – Nel caso si attacchi qualcosa alle bacchete, lo si deve togliere con la mano o con il tovagliolo, mai con la bocca.
Neburi-bashi(neburu = leccare) -  Non si mettono le bacchette in bocca se non per portarvi del cibo
Namida-bashi(namida =lacrima) – Le bacchette non devono mai sgocciolare
Watashi-bashi(watasu = incrociare) – Non bisogna appoggiare le bacchette di traverso sulla ciotola
Saguri-bashi(saguru =cercare) – Non si deve selezionare nel piatto, ma mangiare tutto.
Sashi-bashi(sasu = ca.infilzare) – Non si infilaza il cibo con la bacchetta come fosse uno spiedo
Tsukitate-bashi(tsukitatetru = ca. piantare) – Non si “piantano” i bastoncini nella ciotola piena

mercoledì 18 dicembre 2013

IL GALATEO GIAPPONESE



IL GALATEO GIAPPONESE

Il galateo giapponese prevede una serie di regole comportamentali da seguire mentre si mangia. Le regole di base sono varie e se alcune ci possono apparire scontate, altre lo sono meno.


1.       Non si gioca con le bacchette e non si indica qualcuno o qualcosa con esse, è considerato maleducato.Questa indicazione è particolarmente importante per gli italiani, data l’abitudine diffusa a gesticolare durante un dialogo.

2.       Non si sceglie indicando con le bacchette.Tenere le bacchete sollevate sopra i patti mentre si decide cosa prendere è maleducato. Bisogna scegliere che cosa prendere, poi raggiungere direttamente quel piatto con i bastoncini.

3.       Nel caso si attacchi qualcosa alle bacchette, lo si deve togliere con la mano o con il tovagliolo, mai con la bocca.

4.       Non si mettono le bacchette in bocca se non per portarvi del cibo

5.       Le bacchette non devono mai sgocciolare

6.       Non bisogna appoggiare le bacchete di traverso sulla ciotola: le bacchette vanno posate su un portabacchette o al massimo con un’estremità appoggiata alla ciotola e l’altra al tavolo

7.       Non si devono spostare i piatti con le bacchete, si spostano esclusivamente con le mani.

8.       E’ vietato rompere il cibo alla ricerca di qualcosa che si gradisce o non si gradisce

9.       Non si infilza il cibo con la bacchetta come fosse uno spiedo. Questo è concesso solo ai bambini piccoli perché non sono in grado usare le bacchette.

10.   Quando ci si serve dal piatto di portata, si utilizza la parte alta della bacchetta quella che non va mai a contatto con la bocca

Inoltre, è curioso ricordare che i giapponesi consideranno comunque gli italiani dei gaijin: degli stranieri strani e ignoranti. Per questo motivo tenderanno a perdonare praticamente ogni forma di maleducazione e scortesia nei loro confronti. Forse proprio per questo motivo, però, apprezzano particolarmente quando un gaijin si sforza di seguire il galateo e le norme comportamentali giapponesi.